{"id":1100,"date":"2025-03-25T08:30:00","date_gmt":"2025-03-25T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/?p=1100"},"modified":"2025-03-24T20:40:11","modified_gmt":"2025-03-24T19:40:11","slug":"capodanno-pisano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/?p=1100","title":{"rendered":"Capodanno Pisano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/capodanno-pisano.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"197\" height=\"284\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/capodanno-pisano.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1098\" style=\"width:250px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-file aligncenter\"><a id=\"wp-block-file--media-a26e4ea9-45ba-4fb1-ab26-f4c3aa47e082\" href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Capodanno-Pisano.pdf\"><strong>Scarica sul tuo dispositivo: Capodanno Pisano<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Capodanno-Pisano.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-a26e4ea9-45ba-4fb1-ab26-f4c3aa47e082\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file aligncenter\"><a id=\"wp-block-file--media-5d4286e7-0f77-4d52-bcd4-f57836c9f2a0\" href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Capodanno-Pisano-ENG.pdf\"><strong>Download on your device: Capodanno Pisano (English version)<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Capodanno-Pisano-ENG.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-5d4286e7-0f77-4d52-bcd4-f57836c9f2a0\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Il computo del tempo<\/h2>\n\n\n\n<p>Il calendario in uso corrente vede iniziare l\u2019anno il 1 gennaio e concludersi il 31 dicembre. Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec, essendo il computo del tempo basato su convenzioni che andavano cambiando con le tradizioni e le culture dei popoli.&nbsp; La questione \u00e8 molto complessa: vediamone alcuni in uso nel medioevo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#fcb9005c\"><tbody><tr><td class=\"has-text-align-left\" data-align=\"left\">                                                  <strong>Approfondimento: Il Calendario<\/strong><\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-left\" data-align=\"left\"><br>Calendario deriva il suo nome dalle <strong>Calende Romane<\/strong>, ovvero il primo giorno di ogni mese secondo il computo del tempo istituito tradizionalmente da Romolo in poi. Inizialmente era un calendario lunare diviso in dieci mesi con inizio alla luna piena di marzo. Il termine latino mensis infatti deriva da un vocabolo indoeuropeo che significa luna, (stessa radice del tedesco Mond e dell\u2019inglese moon). Mancavano 61 giorni invernali che, semplicemente, non venivano conteggiati per poi riprendere il conteggio al marzo successivo. Questo perch\u00e9 d\u2019inverno, col freddo, difficilmente c\u2019era necessit\u00e0 di stabilire una data. <strong>I calendari servivano esclusivamente come libri dei conti<\/strong>.<br>Il termine Calenda, latino, deriva dal verbo calare, ovvero \u201cchiamare, convocare\u201d, in quanto in quei giorni si convocava il popolo per bandire le feste, i giochi, i giorni fasti e quelli nefasti.<br>Secondo la tradizione, Numa Pompilio, secondo re di Roma, aggiunse i mesi di gennaio e febbraio, ma per far tornare questo sistema di conteggio con l\u2019anno tropico ogni tanto, a discrezione del pontefice massimo, si aggiungeva un mese intercalare (mercedonio).<br>Il calendario fu poi riformato da Giulio Cesare, da cui \u201ccalendario giuliano\u201d, un sistema molto simile al nostro e l\u2019introduzione dell\u2019anno bisestile. Questo computo del tempo ebbe successo e dur\u00f2 molti anni fino al 1582 con la riforma voluta da papa Gregorio XIII.<br>\u00a0<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Calendario ab incarnatione<\/h2>\n\n\n\n<p>Il modello di calendario ab incarnazione poneva l\u2019inizio dell\u2019anno il <strong>25 di marzo<\/strong>, ovvero l\u2019incarnazione di Ges\u00f9 Cristo. La scelta di tale data, nell\u2019ottica cristiana, era legata proprio al concepimento di Ges\u00f9 nove mesi prima della nascita, il 25 dicembre. Ovviamente tali date non sono state inventate dalla religione cristiana, e furono gi\u00e0 state utilizzate da tante altre religioni precedenti, tra le quali il mitraismo, per motivi astrologici: si tratta infatti delle date associabili agli <strong>equinozi <\/strong>e ai <strong>solstizi <\/strong>che regolavano la vita sulla Terra. Ogni attivit\u00e0 era infatti legata al Sole che con la sua luce e il suo calore permetteva la vita. Anticamente non esisteva di certo l\u2019energia elettrica! Il momento in cui il giorno era pi\u00f9 corto della notte in assoluto (solstizio d\u2019inverno) era visto come la nascita (o rinascita) del dio in quanto, da quel giorno in poi, il d\u00ec e quindi la vita si allungava. All\u2019opposto, nel solstizio d\u2019estate, quando il giorno era pi\u00f9 lungo della notte in assoluto, si festeggiava il pieno potere del dio con feste e fuochi (che nella tradizione cristiana ad esempio sono diventati i fuochi di San Giovanni). La variabilit\u00e0 di queste date \u00e8 dovuta al fenomeno noto come <strong>precessione degli equinozi<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/documento-in-stile-pisano.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"498\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/documento-in-stile-pisano.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1097\" style=\"width:365px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/documento-in-stile-pisano.png 498w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/documento-in-stile-pisano-300x211.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Documento con la data in Stile Pisano<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il calendario ab incarnazione era in uso ad esempio a <strong>Pisa<\/strong>, <strong>Firenze <\/strong>e <strong>Siena<\/strong>. Mentre per\u00f2 Firenze e Siena facevano partire l\u2019anno con tre mesi di ritardo rispetto al calendario odierno, <strong>Pisa invece lo anticipava di nove mesi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio la data di fondazione del campanile del duomo, che figura incisa nel monumento come agosto 1174, \u00e8 da intendersi in Stile Pisano e quindi corrisponde all\u2019agosto 1173 del calendario odierno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#f9e2b0\"><tbody><tr><td>                                <strong>Approfondimento:<\/strong> <strong>La precessione degli equinozi<\/strong>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Gli equinozi, e i solstizi, non restano fissi nel calendario, a prescidere dal tipo di computo del tempo utilizzato. Questo perch\u00e9 la Terra compie un movimento simile a quello di una trottola, cambiando in modo lento ma continuo l\u2019orientamento del suo asse. Questo moto compie un giro completo nell\u2019arco di circa 25772 anni (anno platonico). Questa precessione ha vari effetti, ma vediamo nel particolare per gli equinozi.<br>La linea degli equinozi \u00e8 una linea immaginaria che collega il punto in cui si verifica l\u2019equinozio di primavera con quello dell\u2019equinozio di autunno. Questa linea si sposta di circa 1\u00b0 ogni 71,6 anni. Anticipandosi di anno in anno si parla di precessione, dal latino <em>praecessio <\/em>e significa proprio \u201cche viene prima\u201d, e d\u00e0 il nome all\u2019intero fenomeno.<br>Questo anticiparsi degli equinozi fa s\u00ec che il ciclo delle stagioni avvenga ogni anno un po\u2019 prima, comparando l\u2019<strong>anno tropico<\/strong>, il tempo impiegato dal Sole per tornare nella solita posizione vista dalla Terra, e l\u2019<strong>anno siderale<\/strong>, il tempo che impiega il Sole a tornare nella solita posizione con riferimento alle stelle fisse, risultando in un anticipo di 20 minuti.<br>Il calendario giuliano in uso dai tempi di Giulio Cesare, si basava sull\u2019anno tropico e, nonostante la correzione con un anno bisestile ogni quattro anni, si accumulava qualche minuto ogni anno. Nel XVI secolo questa eccedenza era di 10 giorni: questo port\u00f2 all\u2019istituzione di un nuovo calendario, quello gregoriano, che non considerava bisestili alcuni anni, nel particolare quelli \u201ccentenari\u201d (che finiscono con 00) che non siano divisibili per 400. Con questo \u201ctrucchetto\u201d l\u2019anno medio diventa molto simile all\u2019anno tropico, con uno scarto di pochi secondi. Quell\u2019anno, era il 1582, per ripristinare le date degli equinozi, si tolsero letteralmente 10 giorni dal calendario e si pass\u00f2 da gioved\u00ec 4 ottobre a venerd\u00ec 15 ottobre.<br>&nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/precessione.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"217\" height=\"148\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/precessione.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1096\" style=\"width:402px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Calendario ab Nativitate<\/h2>\n\n\n\n<p>Molto simile allo stile ab incarnazione per i motivi della scelta della data del capodanno, ma che invece poneva il <strong>25 dicembre <\/strong>(solstizio d\u2019inverno e, per la religione cristiana, nascita di Ges\u00f9 Cristo) come primo giorno dell\u2019anno. Era in vigore ad esempio ad <strong>Arezzo <\/strong>e <strong>Roma<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Calendario ab Circumcisione<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 lo stile di computo dell\u2019anno utilizzato anche oggi con il capodanno il <strong>1\u00b0 gennaio<\/strong>. Era gi\u00e0 in uso ai tempi di Giulio Cesare, ma ebbe diffusione molto pi\u00f9 tardi in epoca rinascimentale a partire dalla Germania (1544), Francia (1564), Stato della Chiesa (1582), Scozia (1600) e Inghilterra (1752). <strong>Nel Granducato di Toscana venne introdotto soltanto il 20 novembre 1749 per decreto di Francesco Stefano di Lorena.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Immaginatevi che confusione devono aver trovato gli Asburgo-Lorena quando, subentrati come nuovi Granduchi, trovarono un territorio suddiviso in diversi calendari con documenti del solito periodo che per\u00f2 avevano date differenti a Pisa e a Firenze<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"808\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-1024x808.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1095\" style=\"width:512px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-1024x808.jpg 1024w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-1536x1212.jpg 1536w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Abrogazione-anno-pisano-2048x1616.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Lapide posta sotto i loggiati di Palazzo Pretorio nel 1749 in occasione del decreto Granducale che istituiva il calendario ab circuncisionem in tutto il territorio toscano<\/em><br><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#f9e2b0\"><tbody><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Approfondimento: L&#8217;abolizione del Capodanno Pisano<\/strong><\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Come detto in precedenza, il 20 novembre 1749 tutti i calendari preesistenti nel Granducato furono aboliti in favore del calendario ab circuncisionem del tipo che usiamo ancora oggi. Tale evento \u00e8 testimoniato da una lapide posta in Pisa sotto i loggiati di Palazzo Pretorio.<br>L\u2019iscrizione recita:<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-text-color has-background has-link-color has-fixed-layout\" style=\"color:#464646;background-color:#d4d7d8\"><tbody><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>IMP. CAES. FRANCISCUS PIUS FELIX AUG.<\/strong><br><strong>LOTHARINGIAE BARRI ET MAGNUS ETRURIAE DUX<\/strong><br><strong>BONO REIP. NATUS CUSTOS LIBERTATIS<\/strong><br><strong>AMPLIFICATOR PACIS CONCORDIAE VINDEX<\/strong><br><strong>SAECULI RESTITUTOR<\/strong><br><strong>HUMANAE SALUTIS EPOCHAM ANNOSQ. AB TUSCIAE<\/strong><br><strong>POPULIS DIVERSO INITIO COMPUTARI SOLITOS<\/strong><br><strong>AD OMNEM CONFUSIONEM ET DISCERNENDAE<\/strong><br><strong>AETATIS DIFFICULTATEM AMOLIENDAM UNA EADEMQ.<\/strong><br><strong>FORMA ET COMMUNIBUS AUSPICIS AB UNIVERSIS<\/strong><br><strong>LEGE LATA XII KL. DECEMBREIS ANNO MDCCXXXXVIIII<\/strong><br><strong>INCHOARI ITA IUSSIT UT NON QUEMADMODUM PRAETER<\/strong><br><strong>ROMANI IMPERI MOREM HACTENUS SERVATUM<\/strong><br><strong>FUERAT SED VERTENTE ANNO MDCCL AC DEINCEPS<\/strong><br><strong>IN PERPETUUM KALENDAE IANUARIAE QUAE NOVUM<\/strong><br><strong>ANNUM APERIUNT CETERIS GENTIBUS UNANIMI ETIAM<\/strong><br><strong>TUSCORUM IN CONSIGNANDIS TEMPORIBUS CONSENSIONE<\/strong><br><strong>CELEBRARENTUR<\/strong><br>&nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#f9e2b0\"><tbody><tr><td>La cui traduzione \u00e8 la seguente:<\/td><\/tr><tr><td><em>L\u2019Imperatore (e) Cesare Francesco, Pio, Fortunato, Augusto, duca di Lorena e di Bar e granduca di Toscana, nato per il bene della collettivit\u00e0 , custode della libert\u00e0, consolidatore della pace, difensore della concordia, restauratore dell\u2019et\u00e0 presente, ha stabilito quanto segue:<\/em><em><br>&#8211;   che, per rimuovere ogni confusione e ogni difficolt\u00e0 nel computo del tempo, con legge del 20 novembre del 1749, la spezzatura dell\u2019anno e il conteggio degli anni dell\u2019era di Cristo, solitamente scanditi dai popoli dell\u2019Etruria con un punto di partenza che \u00e8 loro particolare, vengano fatti cominciare da tutti quanti in un solo e identico modo, e con dei comuni intenti;<br>&#8211;   cos\u00ec che, non come fino ad ora era stato sistematicamente praticato, contro l\u2019usanza dell\u2019Impero Romano, a partire dal prossimo anno 1750, invece, e da quel momento per sempre, nella registrazione delle date le calende di gennaio, che segnano l\u2019inizio dell\u2019anno fra tutti gli altri popoli, siano adoperate anche da quello dei Toscani, con uno spirito di unanime affiatamento<strong>.<\/strong><\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Calendario ab Resurrectione<\/h2>\n\n\n\n<p>Noto anche come <strong>ab Paschale<\/strong> o <strong>ab Passione Domini<\/strong> \u00e8 un calendario, per fortuna raro, che faceva iniziare l\u2019anno con la <strong>Pasqua <\/strong>cristiana. Essendo una data mobile potete capire quanto diventa complicato calcolare gli anni di un documento! Usato pochissimo in Italia, era pi\u00f9 comune nella Francia medioevale.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Stile Bizantino<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 il calendario utilizzato nell\u2019Impero Romano d\u2019Oriente e ci si riferisce spesso come al \u201ccalendario bizantino\u201d. <strong>Iniziava il 1\u00b0 settembre, giorno ritenuto la data della creazione, e l\u2019anno 0 era il 5509 a.C.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fu in vigore dal 312 d.C. e, sebbene nei territori occidentali cadde poi in disuso, nei territori orientali rimase in vigore fino a quando l\u2019imperatore russo Pietro I il Grande non lo abol\u00ec per passare al calendario gregoriano nel 1699.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Stile Veneto<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo stile veneto (<strong>more veneto<\/strong>), proprio della Repubblica di Venezia, faceva iniziare l\u2019anno il <strong>1\u00b0 marzo<\/strong>. Di derivazione antica, come il gi\u00e0 citato Calendario Romano, era in uso esclusivamente alla Repubblica di Venezia, mentre le autorit\u00e0 ecclesiastiche e i territori sudditi utilizzavano gli stili ad cirumcisionem o ab nativitatem. Lo stile veneto cadde in disuso con la fine della Repubblica di Venezia nel 1797.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/riforma-calendario.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1021\" height=\"717\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/riforma-calendario.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1094\" style=\"width:496px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/riforma-calendario.png 1021w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/riforma-calendario-300x211.png 300w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/riforma-calendario-768x539.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Discussione sulla riforma del calendario sotto Papa Gregorio XIII sostituito dal calendario gregoriano, Roma, 15 ottobre 1582.<\/em><br><em>Archivio di Stato di Siena<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">I festeggiamenti<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/in-duomo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"557\" height=\"836\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/in-duomo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1093\" style=\"width:232px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/in-duomo.png 557w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/in-duomo-200x300.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La venuta dell\u2019anno nuovo era recepita in maniera un po\u2019 diversa a quanto avviene oggi.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Adesso guardiamo l\u2019orologio, aspettiamo la mezzanotte e poi festeggiamo, magari precedendo l\u2019attesa con un cenone. Un tempo non era cos\u00ec. D\u2019altra parte a chi interessava sapere che era il 1\u00b0 gennaio, il 5 aprile o il 23 ottobre, se non a un burocrate o un amministratore? Le date precise servivano a far valere una legge, un decreto, da tal data a tal altra. Ma alla gente comune no, ogni giorno era uguale, l\u2019unica cosa importante erano le ore di luce durante la giornata nelle quali si poteva lavorare, e il ciclo delle stagioni. A nessuno sarebbe mai venuto in mente di tirare fuochi d\u2019artificio per celebrare il nuovo anno nel 1253.<\/p>\n\n\n\n<p>Persino l\u2019idea di un cambio di data con la mezzanotte non era cos\u00ec scontato. Essendo il Sole il vero orologio dell\u2019epoca, nell\u2019anno pisano lo scoccare del capodanno non era alla mezzanotte tra un giorno ed un altro, ma a <strong>mezzogiorno<\/strong>. La gente non aveva orologi da polso, ma poteva \u201cleggere\u201d l\u2019ora del giorno tramite meridiane vere e proprie, o artifizi costruttivi negli edifici stessi. Le ombre gettate da particolari gnomoni, le luci di particolari finestre, tutte indicavano il periodo dell\u2019anno a chi lo sapeva leggere. Questa tradizione \u00e8 andata purtroppo perduta. Tanti segni sono rimasti, ma non li sappiamo pi\u00f9 leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra Primaziale c\u2019era uno di questi \u201corologi solari\u201d che indicava l\u2019inizio del\u2019Anno Pisano proprio dentro il Duomo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/raggio-di-sole.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"455\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/raggio-di-sole.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1092\" style=\"width:361px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/raggio-di-sole.png 683w, https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/raggio-di-sole-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il raggio di sole in Duomo sopra la mensola con l&#8217;uovo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Purtroppo le tante modifiche a cui \u00e8 stata sottoposta la Cattedrale ha cancellato questo ed altri orologi, nel particolare con la costruzione delle sagrestie. La tradizione dell\u2019ormai famoso \u201c<strong>raggio di sole<\/strong>\u201d \u00e8 una reinvenzione di inizi XX secolo. Attualmente infatti un raggio di sole proveniente da una finestrella sul lato sud della cattedrale illumina un punto sul lato opposto segnalato da una mensola a forma di uovo proprio a mezzogiorno del 25 marzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale orologio esisteva, come detto prima, in epoca medioevale, ma era un po\u2019 diverso: il raggio di sole (unica costante) entrava da un&#8217;altra finestra, oggi tamponata, detta \u201c<strong>finestra aurea<\/strong>\u201d e che, con tutta probabilit\u00e0, era quella che riporta un bassorilievo di spoglio romano raffigurante due imbarcazioni al porto, poi replicato anche sul campanile. Da l\u00ec tale raggio doveva colpire una zona in prossimit\u00e0 dell\u2019altar maggiore. Essendo tutto il pavimento stato rifatto intorno al XVII secolo, abbiamo perso il riferimento che potrebbe per\u00f2 essere ancora esistente sotto alla pavimentazione attuale, come avviene per la parte di mosaico cosmatesco sotto il pavimento davanti alla Madonna di Sotto gli Organi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/finestra-aurea.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"176\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.compagniadellostilepisano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/finestra-aurea.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1091\" style=\"width:221px;height:auto\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Finestra Aurea dalla quale probabilmente in epoca medioevale passava il raggio di luce che indicava all\u2019interno del Duomo il momento di inizio del nuovo anno.<\/em><br>&nbsp;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questo orologio non era il solo: l\u2019intera piazza \u00e8 piena di riferimenti solari: dai volti sulla parete sud-est del Campo Santo, a tutta la struttura del Battistero. Si rimanda per maggiori dettagli alla lettura dell\u2019opera del Burgalassi (vedi note).<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ultima curiosit\u00e0 riguarda l\u2019esattezza dell\u2019ora solare con quella reale. L\u2019orario cambia con progredire dei meridiani rispetto al punto di riferimento convenzionalmente scelto come il meridiano che passa per Greenwich. Attualmente <strong>l\u2019orario vigente in Italia \u00e8 quello scelto per il meridiano che passa tra Termoli ed Etna (regio decreto del 10 agosto 1893)<\/strong>. Tra Pisa e quel meridiano esiste una differenza di circa <strong>12 minuti<\/strong>. Questo si traduce nel fatto che il mezzogiorno che noi festeggiamo guardando l\u2019orologio e il raggio di sole \u201cricostruito\u201d ad inizi XX secolo non corrisponde al vero Capodanno Pisano astronomico che in realt\u00e0 avviene 12 minuti circa prima.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>testo a cura di<\/em> <em>Giovanni Valdiserra<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il computo del tempo Il calendario in uso corrente vede iniziare l\u2019anno il 1 gennaio e concludersi il 31 dicembre. 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